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Il blog è un esercizio di trasparenza

Per la sua tesi universitaria Nicola Zago aveva bisogno di un caso pratico. E visto che all’epoca (settembre 2006) in giro ce n’erano pochini se l’è costruito da solo, grazie anche un’azienda aperta all’innovazione e curiosa di sperimentare nuove forme di comunicazione. Nasce così il blog di Lago, società padovana con 120 dipendenti che produce mobili e arredi in genere con un design molto curato.

Grazie all’appoggio del vertice aziendale nella seconda metà del 2006 Zago riesce a fare partire il blog che punta a fare emergere quel “clima positivo che c’era in azienda”. Un clima difficile da raccontare attraverso i classici comunicati stampa e che aveva bisogno di una “comunicazione meno formale”.

Per questo prendono il via le pagine Web curate da Zago che cercano di coinvolgere anche i rivenditori e il consumatore finale.

I post parlano dell’apertura di un nuovo negozio Lago, di blog di altre aziende, segnalano articoli o ricerche sul design, un convegno dove si parla di blog e sono quasi tutti scritti da Zago con rare incursioni di altri colleghi.

“La difficoltà maggiore – confessa – consiste ne trovare le cose da scrivere”. Perché le notizie in azienda ci sono, ma è difficile farle emergere. Spesso chi ha la notizia non si rende conto che quello che sa potrebbe diventare un messaggio da inserire sul blog. Non si tratta di ostruzionismo da parte dei colleghi, ma della classica difficoltà di fare circolare le informazioni in azienda.

Per questo, sottolinea il responsabile del blog, “è fondamentale che il curatore delle pagine Web sia un interno. Frequentando quotidianamente l’azienda si captano un sacco di cose impossibili da capire per un esterno”.

Nel frattempo il blog si conquista un suo spazio. Viene linkato da altri blog, guadagna spazio sui motori di ricerca con tutto quello che ne consegue in termini di brand awareness per Lago.

Anche i rivenditori si appassionano tanto che parte un altro progetto, un social network per il canale di vendita che registra già un buon numero di iscritti.

La società padovana, che ha una sede costruita secondo i criteri della bioedilizia, continua a muoversi così su terreni inesplorati dove ogni tanto si può entrare in conflitto anche con la cultura aziendale. “Quando si utilizza un canale di questo tipo – aggiunge Zago – bisogna essere trasparenti, si va al di là del classico rapporto commerciale Per questo può capitare di scrivere anche di altre aziende, che magari sono dei competitor e questo può mettere in crisi alcune logiche interne”.

Per questo, aggiunge, il blog rimane uno strumento da maneggiare con cura da non consigliare a tutte le aziende.
“Il grosso del lavoro – conclude Zago – non si fa scrivendo, ma lavorando sulla trasparenza”.

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