Camera climatica Binder

Camere Climatiche: cosa sono e a cosa servono

Le camere climatiche sono dispositivi a cui si ricorre per effettuare simulazioni e prove ambientali; esse, in particolare, consentono di monitorare le condizioni ideali di umidità relativa e di temperatura, assicurando risultati affidabili e riproducibili.

Questi strumenti vengono utilizzati, dunque, per effettuare prove combinate a temperatura costante, utili in una grande varietà di settori: nell’industria militare e in quella meccanica, per esempio, ma anche nell’ambito dei componenti elettronici o per la realizzazione di apparati civili.  E non è tutto, perché anche la trasformazione della plastica, l’automotive, il farmaceutico, il chimico, la produzione dei sensori e il metalmeccanico possono essere campi in cui le camere climatiche hanno un’importanza fondamentale, per la corretta esecuzione di test di alta precisione.

Per quel che concerne i range che possono essere raggiunti, quello di temperatura può andare da un minimo di 90 gradi sotto zero a un massimo di 200 gradi, mentre quello di umidità può andare da un minimo del 10% a un massimo del 98%, con limitazione del punto di rugiada in un campo climatico compreso tra 10 e 90 gradi. Ovviamente, i vari modelli possono presentare range differenti, soprattutto per ciò che riguarda le temperature (per esempio da 70 gradi sotto zero a 180 gradi).

Se siete curiosi di vedere come sono fatte le camere climatiche, potete visitare il sito GEASS.COM ,una aziende che offre celle climatiche e strumenti di laboratorio,  grazie ai quali è possibile procedere a simulazioni ambientali estremamente realistiche.

La dotazione standard di una camera climatica, di solito, include un pannello di controllo integrato con i tasti che permettono di regolare le funzioni elementari, compresa la luce interna. Attraverso la tastiera è possibile modificare la temperatura massima e quella minima della cella, mentre i campioni in prova possono essere accesi e spenti tramite uscite digitali a contatto libero.

Le camere climatiche vengono progettate, costruite e messe a punto con caratteristiche differenti in funzione del tipo di prestazioni che sono chiamate a garantire. Nel caso di performance di base, per esempio, la destinazione è quella di applicazioni di natura generale, come i test tropicali che vengono condotti sui semiconduttori, sulla carta, sulla gomma o sulla plastica, ma anche i test di stabilità da eseguire sui prodotti farmaceutici. Nel caso di performance più elevate rispetto a quelle standard, invece, possono essere predisposte delle prove di qualità globale: quelle che gli esperti del settore indicano con la sigla ESS, acronimo che sta per Environmental Stress Screening. In tali circostanze è previsto un obbligo di velocità di variazione di temperatura di 5 gradi al minuto.

Le camere climatiche, nella loro versione base, sono dotate di un condensatore ad aria, anche se alcuni modelli possono presentare un condensatore ad acqua, che ha il pregio di limitare l’ingombro in pianta. Tra le altre qualità di questi strumenti va segnalata anche la capacità di rilevare eventuali difetti dei prodotti che vengono presi in esame, al fine di prevenire ed evitare anomalie nel corso della produzione. Gli screening a cui si ricorre riescono a mettere in evidenza anche quei guasti potenziali che potrebbero accadere una volta che l’assemblaggio finale è già stato portato a termine.

Camere Climatiche: cosa sono e a cosa servono
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