La fuga della aziende italiane in Austria

Quante volte avrete sentito parlare di fuga di aziende italiane all’estero, soprattutto nel Nord Est (ma non solo), spinte dalla voglia di trasferirsi laddove la qualità della vita, ama anche i vari benefici fiscali, sono migliori.

Tra tutte l’Austria è senza dubbio uno di quei luoghi che maggiormente registra un investimento cospicuo da parte delle aziende italiane.

Non a caso è proprio di questi giorni la notizia del trasferimento in Carinzia della Roto-cart di Piombino Dese.

Si tratta della seconda azienda italiana che quest’anno decide di investire oltreconfine, dopo la IpL, Industrie Plastiche Lombarde di Besozzo, che ha inaugurato il suo stabilimento il 3 marzo.

Perché le aziende preferiscono andare all’estero

Non solo aziende ma anche comuni cittadini si stanno affacciando sempre più all’Austria come località ideale in cui vivere.

In molti infatti che si trovano a trascorrere un periodo di vacanza in Austria, che sia anche per lavoro o studio, sentono poi il desiderio di tornarci e di restarci.

Il quotidiano di Klagenfurt “Kleine Zeitung”, ha riportato l’intervista di Sabrina Schütz-Oberländer, a capo dell’Entwicklungsagentur, ossia l’agenzia che promuove gli insediamenti industriali nel Land, e che organizza anche incontri all’estero con potenziali investitori.

Proprio in merito alla domanda delle aziende italiane che scelgono come meta l’Austria, la responsabile ha risposto affermando che l’insediamento della Roto-cart è solo “uno di 70 progetti in corso”.

A ciò si aggiunge l’affermazione da parte della Schütz-Oberländer che ha dichiarato che a partire dal 2013 ad oggi, ben 46 aziende hanno avviato la propria attività in Carinzia, delle quali ben 28 sono italiane.

La risposta a questa fuga è abbastanza semplice: in Austria vige una tassazione al 25% e una burocrazia molto snella con soli 25 giorni di tempo per riuscire ad avere il rilascio di tutte le autorizzazioni.

Quello che l’Italia toglie, la Carinzia e l’Austria restituiscono: una tassazione al 25 per cento e 25 giorni per ottenere tutte le autorizzazioni necessarie per aprire un capannone.

Non solo grandi aziende ma anche le piccole e medie imprese che quindi non vedono futuro in Italia, neanche più al Nord Italia, decidono di voltare pagina e recarsi nel vecchio impero asburgico, trovando una situazione che sembra quasi surreale dal momento che non si deve perdere tempo dietro a carte e passaggi tra vari uffici, code interminabili e pile di certificati da compilare, ma tutte le procedure vengono ridotte al minimo con una normativa chiara e semplice che indica il da farsi.

Per richiedere i permessi e le autorizzazioni basta un solo funzionario che seguirà tutta la vostra pratica dall’inizio alla fine e in meno di un mese riuscire ad aprire il vostro capannone o ufficio.

L’Austria, così come altri paesi esteri, con questi accorgimenti mirano a favorire coloro che vogliono creare occupazione e ricchezza nei propri territori e non sfavorirne la crescita.

 

Fonte: Investinaustria

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